Protocollo d'intesa per la relazione tecnica integrata di conformità edilizia e catastale

16 settembre 2019
Protocollo d'intesa per la relazione tecnica integrata di conformità edilizia e catastale

di Michele Olivo

 

Il 22 luglio presso la sala del consiglio della Camera di Commercio di Udine è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il Consiglio Notarile di Udine e Tolmezzo, il Collegio dei Geometri della Provincia di Udine, l’Ordine degli Ingegneri di Udine, il Collegio Regionale FIAIP FVG, FIMAA Confcommercio di Udine e l'Associazione Consumatori Attivi sempre di Udine, finalizzato alla diffusione dell’utilizzo della “Relazione Tecnica Integrata di Conformità Edilizia e Catastale”.

Si tratta di un accordo che si può tranquillamente definire storico.

Seppure circoscritto sui principi del protocollo d’intesa già sottoscritto dal nostro Presidente Nazionale geom. Maurizio Savoncelli e dal Consiglio Nazionale del Notariato nel dicembre 2014, si tratta del primo protocollo sottoscritto anche da una associazione di consumatori.

Il protocollo prevede l’impegno delle parti firmatarie ad organizzare ulteriori attività funzionali alla sua attuazione, nel darne pubblicità all’utenza e alle categorie interessate con l’organizzazione di eventi aperti a tutti e rivolti alla promozione dell’iniziativa.

Rappresenta per noi un’importante opportunità che ristabilisce le funzioni della nostra categoria e che assegna al geometra un ruolo fondamentale nella gestione del patrimonio immobiliare.

Ma di cosa si tratta esattamente?

La finalità dell’accordo è quella di collaborare per diffondere l'utilizzo della “perizia tecnica” in modo da conferire agli atti di trasferimento degli immobili urbani più elevati standard di sicurezza.

Quindi, proprio la nostra categoria sarà chiamata a redigere la “perizia tecnica” a supporto dell'attività del notaio, perizia che dovrà contenere, oltre alla individuazione dell'ubicazione del bene anche la conformità dell’immobile oggetto di vendita rispetto ai documenti catastali ed edilizio-urbanistici depositati presso i rispettivi pubblici uffici.

Nell'ipotesi di riscontrate difformità, le loro descrizioni e l'indicazione dei possibili rimedi.

Insomma, si tratta di un vero e proprio check-up del fabbricato che viene compravenduto, sperando che tale prassi diventi in breve tempo una regola costante in sede di stesura del preliminare di compravendita e/o in fase di rogito.

Siamo tutti ben consci del fatto che questo ha un ulteriore costo per il cittadino, ma credo che di fronte alle prospettive di contenziosi per abusi edilizi, false dichiarazioni del venditore, ecc., chiunque dovrebbe essere consapevole dell’importanza che riveste la “perizia tecnica” redatta da un professionista del settore.

Concludo, con la speranza che questo protocollo sia un primo grande passo verso l’agognato “fascicolo del fabbricato”!