Nuove indicazioni e statistiche in materia di prestazione energetica degli edifici

28 maggio 2019
Nuove indicazioni e statistiche in materia di prestazione energetica degli edifici

di Lucio Barbiero


Nuovo pacchetto delle UNI/TS 11300

Le principali norme del nuovo pacchetto EPB “Energy Performance of Buildings” (che comprende circa 90 documenti), cioè le nuove norme EN sulle prestazioni energetiche degli edifici sviluppate sotto il mandato M/480 della Commissione Europea, attraverso l’appendice A offrono la possibilità di includere valori di default e scelte metodologiche di calcolo che consentono di meglio adeguare l’applicazione della norma alle specificità di ciascun Paese.

In alternativa, le stesse norme forniscono nelle appendici B, valori convenzionali di riferimento.

Per assicurare una maggiore flessibilità, ma anche per rimediare ad alcune criticità e lacune che ancora caratterizzano alcune delle norme in questione, è anche possibile intervenire con moduli “aggiuntivi” o “sostitutivi” per meglio definire l’applicazione nazionale del pacchetto EPB. Per gestire questa fase di transizione,  dalle attuali  UNI/TS 11300  al nuovo quadro di riferimento, il Comitato Termotecnico  Italiano è da tempo al lavoro.

L’insieme di tutti i moduli sostituitivi e aggiuntivi che si riterrà di dover sviluppare per completare e far meglio funzionare il pacchetto di norme europee, costituirà la nuova serie di UNI/TS11300.


Prestazione energetica degliedifici: indicatori, requisiti, valutazioni e certificati

Un’altra tra le norme del cosiddetto “pacchetto EPB” è la UNI EN ISO 52003-1 che, a differenza della maggior parte delle norme EPB, non è una norma di calcolo, ma fornisce tutta una serie di indicazioni per meglio comprendere e utilizzare gli indicatori e gli output delle altre norme.

Al legislatore spetterà l’onere di selezionare quali indicatori utilizzare per meglio informare i cittadini in merito alla prestazione energetica degli edifici e quali altri invece far diventare dei limiti di legge ovvero dei requisiti prestazionali.

Tra questi indicatori abbiamo l’energia primaria che può essere rinnovabile, non rinnovabile o totale. La suddetta energia primaria è il risultato della differenza tra l’energia delivered, cioè entrante nell’edificio, ed exported, ovvero prodotta all’interno dell’edificio ed esportata, entrambe pesate attraverso coefficienti di conversione. Oltre a ciò, la norma ci dice che l’energia primaria, al fine di ottenere un indicatore che sia indipendente dalla dimensione dell’edificio, può essere normalizzata sulla base dell’area di riferimento, così  come definita nell’over-arching standard (UNI ENISO 52000-1).

Una volta ottenuto il cosiddetto “EP” cioè l’Energy Performance, indicatore di prestazione energetica, è però opportuno fornire anche una classificazione energetica, per far capire in maniera relativa se il valore di prestazione dell’edificio preso in esame sia alto oppure basso. Anche per la costruzione della “scala” di classificazione, con lettere dalla “A” alla “G”, la norma propone diversi approcci. È possibile confrontarsi con indicatoridi EP “fissi” ovvero dei valori numerici stabiliti a priori, oppure è anche possibile confrontarsi e costruire la scala di classificazione basandosi su valori variabili, calcolati con il meccanismo dell’edificio di riferimento (in inglese, notional building) andando ad escludere, cioè rendendo ininfluenti, le variabili di contesto e di forma geometrica. Da notare che quest’ultimo approccio è proprio quello attualmente adottato nel nostro Paese.

La UNI EN 52003-1 parla anche dell’attestato di prestazione energetica e dei suoi contenuti. Tra di essi non dovrebbero mancare un indicatore di prestazione complessivo, un riferimento per confrontare la prestazione dell’edificio in esame con altri edifici, sia nuovi sia esistenti e delle raccomandazioni su come fare a migliorare la prestazione energetica. Nulla vieta di inserire altri indicatori parziali per meglio descrivere l’immobile, quali:

  • l’energia per singolo servizio (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria, illuminazione e ventilazione, umidificazione e deumidificazione). Tali indicatori sono utili per capire quali sono i servizi più energivori e, di conseguenza, dove è prioritario iniziare a ragionare per capire se è possibile ridurre i consumi;
  • i fabbisogni energetici, invernali ed estivi, del solo fabbricato. Questo può essere utile per avere un’idea della qualità costruttiva dell’edificio, indipendentemente dagli impianti o da eventuali fonti rinnovabili installate;
  • gli indicatori di prestazione delle strutture, come ad esempio il coefficiente di scambio termico oppure, andando maggiormente nello specifico, le trasmittanze e le caratteristiche prestazionali  dei singoli componenti dell’involucro, così come le efficienze e le caratteristiche prestazionali dei sistemi impiantistici o di loro componenti.

(Elementi estratti dalla rivista CTI “Energia e dintorni” numero di novembre-dicembre 2018)


Il portale SIRAPE IN REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

La Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato dal 20 giugno dello scorso 2018 il portale SIRAPE per il deposito degli attestati di prestazione energetica.
Da tale data sono stati depositati circa 24.000 APE con una distribuzione in classi energetiche così rappresentata:


Di questi APE circa l’84% sono relativi ad edifici residenziali con carattere continuativo



Il 56% degli APE depositati è stato redatto per un passaggio di proprietà, mentre il 23% per locazione.
Da rilevare che soltanto il 3,89% è relativo ad una nuova costruzione mentre il 12% riguarda gli interventi di riqualificazione energetica o ristrutturazione importante.




STATISTICA CATEGORIE PROFESSIONALI RELATIVAMENTE ALLA PRESENTAZIONE ATTESTATI DI PRESTAZIONE ENERGETICA A.P.E. AL 12 MAGGIO 2019

E’ con soddisfazione ed orgoglio che comunico gli ultimi dati forniti dalla Regione FVG relativamente alla classifica delle categorie professionali tecniche che redigono gli APE dove i GEOMETRI  sono  in  2^ POSIZIONE CON IL 28,93% degli APE depositati digitalmente, mentre in prima posizione troviamo gli ingegneri con il 33,30%. E’ un dato significativo, importante, che premia e riconosce alla nostra categoria l’impegno di aggiornamento alle procedure di calcolo coniugata ad una formazione continua di qualità. Il regolare impegno di questi anni della categoria nel settore ha raggiunto così risultati significativi che pongono i geometri  in una posizione di rilievo e soprattutto di rispetto. Auspico che la posizione si possa mantenere ed anche migliorare.  


Buon lavoro.