Modificato il codice di prevenzione incendi

31 maggio 2019
Modificato il codice di prevenzione incendi

di Aldo Quargnolo


In attesa delle probabili modifiche dell'Allegato 1 al D.M. 3 agosto 2015 recante "Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.", conosciuto anche come "Codice di prevenzione incendi", attualmente oggetto di revisione da parte del Comitato Tecnico Scientifico di P.I. del Ministero dell'Interno, sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 95 del 23-04-2019 è già stato pubblicato il D.M. 12 aprile 2019 che modifica la parte normativa del suddetto Decreto.

Il nuovo Decreto è comunque visionabile al link:
www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/04/23/19A02595/sg

Si evidenziano alcune importanti modifiche alla parte normativa del suddetto Decreto:

  • l'abrogazione del comma 2 dell'art. 1;

  • la sostituzione della locuzione "si possono applicare" con "si applicano";

  • l'applicazione delle norme tecniche del Decreto solo alle attività di nuova realizzazione;

  • l'applicazione delle norme tecniche del Decreto alle attività esistenti a condizione che le misure di sicurezza esistenti, nella parte non interessata dall'intervento, siano compatibili con gli interventi da realizzare;

  • per la modifica e l'ampliamento di attività esistenti, non rientranti nel caso precedente, si continuano ad applicare le norme vigenti (elencate dettagliatamente nel nuovo comma 1-bis dell'art. 5) ovvero, per quanto non disciplinato dalle predette norme, i criteri tecnici di cui all'art. 15 comma 3 del D. Lgs. 8 marzo 2006 n. 139, che recita: "3. Fino all'adozione delle norme di cui al comma 1, alle attività, costruzioni, impianti, apparecchiature e prodotti soggetti alla disciplina di prevenzione incendi si applicano i criteri tecnici che si desumono dalle finalità e dai principi di base della materia, tenendo presenti altresì le esigenze funzionali e costruttive delle attività interessate."

  • la modifica dell'art. 2 del Decreto con, tra l'altro, l'ampliamento del numero di attività individuate alle quali è possibile applicare le norme. In particolare sono state aggiunte anche le attività elencate con i numeri da 19 a 26, 66 (ad esclusione delle strutture turistico - ricettive all'aria aperta e dei rifugi alpini), 67, 69, 71, 73, 75 (senza limitazioni);

  • l'aggiunta dell'art. 2-bis (modalità applicative alternative) che introduce la possibilità di applicare le norme tecniche vigenti per le attività indicate con i numeri 66 (escluse le strutture turistico - ricettive all'aria aperta ed i rifugi alpini), 67 (esclusi gli asili nido), 69 (limitata alle attività commerciali ove sia prevista la vendita e l'esposizione di beni), 71  e 75 (esclusi depositi mezzi rotabili e locali per ricovero di natanti ed aeromobili);
  • l'aggiunta all'art. 5, dopo il comma 1, del comma 1-bis dove vengono elencate tutte le norme tecniche che possono non essere applicate qualora vengano applicate integralmente le norme tecniche dell'Allegato 1 al Decreto; tali norme possono, alternativamente, essere applicate per le attività elencate nel predetto art. 2-bis.


Nessun adempimento è richiesto alle attività già in regola con gli adempimenti di prevenzione incendi, previsti dagli art. 3 (valutazione dei progetti), 4 (controlli di prevenzione incendi e 7 (deroghe) del Decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.

Il decreto entra in vigore il centottantesimo giorno dopo la pubblicazione.

La data di entrata in vigore è pertanto il 20 ottobre 2019.