Lavoratori autonomi e imprese familiari nei cantieri edili 5/9

Inquadramento normativo, obblighi, forme operative irregolari e ipotesi di corretta aggregazione degli “imprenditori di se stessi”, ai fini di una corretta applicazione della normativa inerente la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

7 maggio 2019
Lavoratori autonomi e imprese familiari nei cantieri edili 5/9

di Paolo Binutti

Editore:
CEFS - Comitato Paritetico Territoriale per l’edilizia della Provincia di Udine



La presenza dei lavoratori autonomi e delle imprese familiari nei cantieri sta animando da tempo un acceso dibattito sulle loro condizioni di regolarità in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ciò ha sviluppato più direttrici interpretative e portato alla edizione di numerose pubblicazioni, per molti aspetti coerenti, per altri un po’ contradditorie.
In effetti, costituire una cornice definitiva di riferimento in tema non è affatto semplice e stendere linee guida chiare richiede trattazione e competenza su argomenti trasversali che spaziano dal campo prettamente giuridico a quello delle tutele assicurative sul lavoro.
La pubblicazione che ho prodotto tenta quindi di riassumere, a uso e consumo dei colleghi di settore, i lavori svolti dagli autori e dalle istituzioni che meglio hanno rappresentato la condizione giuridica, le criticità e la soluzione delle anomalie riguardanti la presenza del lavoratore autonomo e del componente dell’impresa familiare nel cantiere temporaneo o mobile, integrando alcuni punti fermi della materia con approfondimenti personali.
Ai fini di una lettura graduale delle argomentazioni e per favorire le conseguenti considerazioni dei colleghi, il lavoro svolto viene pubblicato per capitoli, ripartendo i temi secondo spunti e conclusioni ovviamente omogenei.
Confido di aver fatto cosa buona.
geom. Paolo Binutti



Parte 5^
- Il lavoratore autonomo: regolarizzazione

Esistono soluzioni che permettono la regolarizzazione dei lavoratori autonomi in cantiere, che risolvono la loro condizione di subordinazione, che permettono loro di accedere ad appalti rispetto ai quali sarebbero di regola preclusi.
Tuttavia ciò richiede l’applicazione di disposizioni tutorie a tutto tondo, che non riguardano la sola salute e sicurezza sul lavoro, ma la stessa condizione assicurativa, retributiva, contributiva e previdenziale. Vediamo quali.


Lavoratore autonomo – soluzioni praticabili

L’analisi svolta finora non preclude comunque ad un gruppo di lavoratori autonomi la possibilità di realizzare opere complesse senza che per questo ognuno di essi debba perdere lo status personale di impresa individuale senza lavoratori. Esistono infatti forme di regolarizzazione che possono rendere idonei i lavoratori autonomi alla esecuzione di un’opera che, sul piano individuale, sarebbe per contro preclusa. Nell’esporre queste soluzioni va però evidenziata una

CONDIZIONE PRELIMINARE

Qualsiasi forma risolutiva richiede il rispetto di 2 componenti:

  • obblighi sul trattamento previdenziale, assicurativo, contributivo, retributivo, previsto dalla legge caso per caso;
  • obblighi “pieni”, propri delle imprese, in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Nell’esposizione che segue, seppur rappresentative di una validissima ma “radicale” soluzione, non sono trattate:

  1. le comuni forme societarie (s.n.c., s.r.l.);
  2. le società cooperative di lavoratori autonomi artigiani;

in quanto ostative alla possibilità di mantenere contemporaneamente lo status giuridico di impresa individuale artigiana (è il 1° caso, relativo alle comuni forme societarie), ovvero, pur mantenendo la qualifica di imprenditore individuale, di prestare contemporaneamente attività concorrenti con quelle esercitate dall’impresa di appartenenza (è il 2° caso, relativo alle società cooperative di lavoratori autonomi).

Le aggregazioni di lavoratori autonomi trattate qui di seguito e praticabili sono:

A. Lavoratore autonomo che si qualifica temporaneamente DdL

B. Consorzi di lavoratori autonomi

Le aggregazioni di lavoratori trattate, ma escluse per dubbi di natura giuridica, sono:

C. Raggruppamenti temporanei d’impresa di lavoratori autonomi

Le aggregazioni escluse dalla trattazione ma ancora presenti sul mercato del lavoro, abrogate ai fini delle nuove costituzioni dai Jobs Act, a partire dal 25-6-2015, sono le Associazioni in partecipazione con apporto di lavoro.


A. LAVORATORE AUTONOMO CHE SI QUALIFICA DATORE DI LAVORO

  • Caratteri generali

Il lavoratore autonomo, che per convenzione definiamo preminente, sottoscrive il contratto (con le relative obbligazioni) dell’opera complessa, previa assunzione con contratti a tempo determinato degli altri lavoratori autonomi.

Attenzione
La formula dell’assunzione a tempo determinato rimane valida anche nel caso della impresa che necessita dell’aiuto, per un periodo definito, della forza lavoro e della professionalità di uno o più lavoratori autonomi (vedi forme irregolari – CASO 1).

  • Condizioni e criticità

La ditta del lavoratore autonomo preminente diventa a quel punto un’impresa con dipendenti, mentre viene fatta salva la contemporanea e cumulativa qualifica di lavoratori autonomi dei soggetti assunti (condizione riconosciuta cumulabile anche secondo Cassazione Sezioni Unite – sentenza n° 3240/2010).

Il lavoratore autonomo “preminente”, assunto alla qualifica di datore di lavoro, deve quindi strutturare l’azione di tutela della salute e sicurezza dei suoi subordinati con la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, l’elaborazione tempestiva del DVR, l’erogazione dei percorsi formativi e di addestramento, l’attivazione della sorveglianza sanitaria, ecc.

Relativamente ai lavoratori autonomi che vengono assunti con contratto a tempo determinato, in riferimento ai criteri di cumulabilità della qualifica di dipendente e di lavoratore autonomo, è utile fare una precisazione.

In base alle disposizioni contenute nell'art. 2 della legge-quadro per l’artigianato (Legge n. 443/1985), è definito imprenditore artigiano la persona fisica che:

  • esercita personalmente, professionalmente ed in qualità di titolare, l'impresa artigiana;
  • assume la piena responsabilità dell'impresa;
  • svolge in misura prevalente il proprio lavoro all'interno dell'azienda.

E’ evidente che nella condizione di rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno indeterminato vengono meno tali caratteristiche.

L’imprenditore artigiano, per mantenere la sua posizione di lavoratore autonomo con iscrizione alla Gestione Speciale Artigiani dell’INPS, non può essere pertanto dipendente con orario superiore al part-time del 50% dell’orario contrattualmente stabilito (generalmente 20 ore settimanali).


B. LAVORATORI AUTONOMI CHE SI COSTITUISCONO IN CONSORZIO

  • Caratteri generali

I caratteri di queste aggregazioni sono fissati dal C.C. dall’art. 2602 all’ art. 2620 (e dalla legge quadro per l’artigianato n° 443/1985).

Esse si distinguono in Consorzi INTERNI ed ESTERNI.

Di nostro interesse ed utilità sono i:

  • Consorzi ESTERNI (stabili, per più lavori; temporanei, per un unico lavoro), costituiti per favorire i consorziati facendo leva sull’integrazione delle loro capacità tecnico-professionali, al fine di acquisire commesse nei mercati di competenza (costituiti in edilizia per la partecipazione alle gare in regime d’appalto), e successivamente per:
  • operare come un’A.T.I., con netta suddivisione dei lavori acquisiti fra imprese consorziate, le quali ai fini della sicurezza operano in piena autonomia con un proprio D.d.L. e propria organizzazione;
  • per eseguire in modo unitario i lavori acquisiti; in tal caso il Consorzio agisce come una società con proprio D.d.L., mano d’opera, struttura e mezzi.
  • Condizioni e criticità

L’opportunità offerta ai lavoratori autonomi è quella di costituire, quindi, Consorzi Esterni, allo scopo di acquisire ed eseguire l’opera in forma organizzata e unitaria alla stregua di una società.

Nel caso suggerito non ci troviamo di fronte a posizioni gerarchicamente sovraordinate, condizione propria delle società e propria degli accordi fra lavoratori autonomi; ciò induce alla individuazione di un datore di lavoro nell’organo di governo del Consorzio, al quale vengono assegnati gli obblighi prescritti dal T.U. nei confronti dei lavoratori autonomi consorziati.

L’artigiano consorziato conserva la propria natura di imprenditore individuale, mantenendo una propria clientela e la possibilità di eseguire lavori in conto proprio. Caratteri solo in parte condivisi con i soci artigiani delle società cooperative, ai quali è preclusa la possibilità di esercitare attività concorrenti con quelle proprie della cooperativa di appartenenza.

Relativamente alla verifica di idoneità tecnico professionale, essa sarà chiaramente effettuata sulle capacità del Consorzio, anche se giova sottolineare che la richiesta di esibizione del D.U.R.C. deve riguardare anche ogni singolo lavoratore autonomo consorziato interessato alla esecuzione dell’opera (vedi MLPS - Interpello ex art. 9 d.lgs 124/2004 - n° 2/2013Durc – Posizione non regolare del socio di una società di capitali).


C. RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO D’IMPRESA (DI LAVORATORI AUTONOMI) – R.T.I.

  • Caratteri generali

Più lavoratori autonomi potrebbero costituire un raggruppamento temporaneo d’imprese conferendo mandato collettivo speciale con rappresentanza a uno di loro qualificato mandatario, che avanza offerta e sottoscrive il contratto in nome e per conto proprio e dei lavoratori autonomi mandanti, cumulando così i requisiti tecnici di idoneità (nel caso di imprese vere e proprie in RTI, si provvede anche alla ripartizione dei lavori - di categoria prevalente – nel R.T.I. orizzontale - o di categorie scorporabili – nel R.T.I. verticale).

Ciò sul piano generale potrebbe essere considerato ammissibile mutuando le norme che regolano le opere pubbliche e in particolare la costituzione delle note A.T.I.

  • Condizioni e criticità

Una posizione giuridica comune e consolidata è quella che il mandato non produce effetti diretti tali da determinare fra i soggetti partecipanti al R.T.I. una organizzazione di impresa, in quanto il mandatario non esercita in linea di diritto una condizione di supremazia sui mandanti, che sempre di diritto mantengono la loro autonomia.

Attenzione però: non attribuire al mandatario un comportamento concludente (cioè di voler e poter disporre dei mandanti ed organizzarli), porterebbe a un difetto della committenza in materia di accertamento della Idoneità Tecnico Professionale, in quanto il lavoratore autonomo mandatario possiede i requisiti richiesti dalla norma solo nel momento in cui può disporre della forza lavoro (cioè dei lavoratori autonomi mandanti).

La situazione si ingarbuglia ulteriormente sulla base di interpretazioni giuridiche opposte, che assegnano al mandatario un comportamento concludente, che lo porta ad essere individuato senza indugio quale datore di lavoro degli altri imprenditori individuali e come tale titolare di tutti gli obblighi connessi, anche di salute e sicurezza sul lavoro.

Nel dubbio se il mandatario è o non è un datore di lavoro, la soluzione potrebbe sostanziarsi in un atto costitutivo di R.T.I. che preveda il conferimento al mandatario di poteri d’organizzazione e di direzione nell’esecuzione dei lavori, supportati dai connessi poteri di spesa, con la conseguente individuazione di datore di lavoro dei mandanti, e perciò degli obblighi di tutela in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Considerando anche il pieno adempimento della regolarità previdenziale, assicurativa, retributiva e contributiva dei componenti del raggruppamento, si porrebbero 2 soluzioni obbligatorie alternative (tesi sostenuta anche nel “Vademecum – Il lavoratore autonomo in edilizia” - della DTL Siena, nel “Lavoratori autonomi, attività in cantiere” – del Gruppo Interregionale Edilizia edito dal Comitato Tecnico Interregionale PISSL):

  • il mandatario assumerà i mandanti a tempo determinato;
  • mandante e mandatari costituiranno assieme una società di persone (es. s.n.c.) o una associazione nelle forme segnalate (Consorzio, Soc. Cooperativa …)



Hanno collaborato:
Rag. Enrico Macor
Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro della provincia di Udine
Presidente della Commissione di Certificazione, Conciliazione e Arbitrato dei Consulenti del Lavoro della provincia di Udine

Dott.ssa Nadia Venchiarutti
Dottore Commercialista e Revisore legale
iscritta all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Udine

Ing. Angela Martina
Presidente del Comitato Paritetico Territoriale per l’Edilizia della provincia di Udine,
Presidente della Cassa Edile di Udine

Ha contribuito ad animare il dibattito e fornito spunti di riflessione sul tema:
Dott. Dino Toscani
Coordinatore dei tecnici della prevenzione della A.S.U.I. UD
Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine