Bilancio di previsione 2019

13 gennaio 2019
Bilancio di previsione 2019

di Alessio Scian, delegato CIPAG



Il Comitato dei Delegati della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri liberi professionisti ha approvato il Bilancio di previsione 2019 con un risultato economico netto di 33,6 milioni di Euro.

Di seguito la sintesi dei risultati relativi all’esercizio in esame:

Il risultato lordo della gestione previdenziale di 31,5 milioni è determinato dalle entrate di natura contributiva di pertinenza dell’esercizio (comprensive delle entrate per sanzioni, oneri accessori e interessi e al netto delle rettifiche, dei rimborsi e dei trasferimenti di contributi) per un ammontare complessivo di 540,5 milioni da cui vanno dedotti gli oneri per prestazioni valutati in 509 milioni.

Per i contributi minimi la valutazione è stata effettuata considerando invariata la platea degli iscritti rispetto al precedente esercizio e applicando gli importi previsti dal regolamento di contribuzione il cui importo capitario è rivalutato rispetto al precedente esercizio nella misura dell’indice ISTAT pari all’1,1%.

Per le autoliquidazioni, il cui gettito è dato dalla differenza tra l’importo derivante dall’applicazione delle previste percentuali sul reddito (15%) e sul volume d’affari (5%) ed i rispettivi contributi minimi versati, la valutazione è stata effettuata considerando un incremento dei redditi del 2% rispetto all’anno precedente e invariata la loro distribuzione nell’ambito degli iscritti.

Per effetto dei risultati economici ipotizzati per il biennio 2018-2019, il patrimonio netto della Cassa, previsto a fine 2018 in complessivi 2.351,4 milioni, dovrebbe elevarsi al 31 dicembre 2019 a 2.385 milioni.

Gli altri contributi comprendono il gettito da contributo di maternità, le ricongiunzioni, i riscatti, le riserve matematiche e il recupero contributi evasi e relativi interessi. Per quanto attiene al contributo di maternità il contributo capitario per l’anno 2019 passa da 12 euro a 10 euro in attesa di conferma da parte degli Organi competenti.

Le previsioni delle prestazioni pensionistiche in esame sono state formulate attuando il blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori ad euro 35.000 lordi annuali; per le altre pensioni è stata effettuata una rivalutazione dei trattamenti nella misura dell’1,1%. 

Alla quantificazione dell’incremento della spesa pensionistica complessiva concorre in misura determinante la previsione del maggior numero di prestazioni in pagamento a fine anno: infatti l’incremento delle pensioni IVS al netto delle cessazioni è pari a circa 700 ed è essenzialmente costituito da pensioni di anzianità.

La diversa movimentazione dei flussi riguardanti il processo acquisitivo e quello erogativo determina di conseguenza nel periodo 2009-2019 un rapporto tra contributi e pensioni pur sempre attivo ma oscillante tra 1,209 e 1,000 e attestato nelle previsioni 2019 a 1,022.



La gestione immobiliare presenta entrate complessive per 22 milioni, costi di diretta imputazione pari a complessivi 5,4 milioni e ammortamenti per 1,6 milioni con un risultato di 15 milioni di euro. Nel corso dell’esercizio 2019 si prevedono infatti una dismissione diretta e un conferimento ad apporto al Fondo immobiliare in aderenza a quanto riportato nel piano triennale 2019-2021. Le predette operazioni generano ipotizzate plusvalenze rispettivamente di 4,8 milioni e di 8,8 milioni.

Gli impieghi mobiliari e finanziari presentano nelle previsioni in esame un utile di gestione pari a complessivi 17,8 milioni. Per quanto riguarda i “Proventi da fondi di investimento e altri investimenti”, tale voce è comprensiva della distribuzione di dividendi da parte del Fondo Global Diversified2 per circa 16 milioni, tenuto conto dell’atteso andamento di mercato. I costi di amministrazione ammontano a complessivi 28,3 milioni e si riferiscono alle spese per gli Organi dell’Ente per 4,2 milioni, ai costi per il personale per 9,4 milioni, alle spese per l’acquisto di beni di consumo, servizi e oneri diversi per 13,7 milioni e agli ammortamenti di beni strumentali per 1 milione. L’onere stimato per 4,2 milioni si riferisce ai compensi fissi per i componenti gli Organi di amministrazione e ai compensi e rimborsi spese agli stessi, in relazione alle presunte sedute dell’anno per un ammontare complessivo di 3.808 mila euro e per la parte rimanente di 353 mila euro ai compensi e rimborsi al Collegio Sindacale. La spesa complessiva è stimata per 3.390 mila euro da indennità di carica, gettoni e rimborsi e per 771 mila euro da oneri previdenziali e fiscali. Le previsioni 2019 per le spese del personale ammontano a 9,4 milioni euro e presentano un incremento di 544 mila euro rispetto al precedente esercizio e sono connessi al possibile rinnovo del CCNL scaduto il 31/12/2012, agli oneri connessi con l’acquisizione di nuove risorse e dell’incidenza dei passaggi di livello retributivo. Le spese per l’acquisto di beni di consumo, servizi e oneri diversi sono state valutate nel complesso in 13,7 milioni. L’incremento di tale voce rispetto al precedente esercizio consegue essenzialmente alla ricostituzione in via prudenziale della dotazione del fondo di riserva ipotizzato in 4 milioni nel 2019 contro i 2 milioni del 2018; tale fondo è deputato a fronteggiare oneri imprevisti nel corso della gestione e influirà sul risultato di esercizio in relazione al suo effettivo utilizzo.

In un’ottica di ampliamento dell’offerta di welfare integrato e all’insegna di una previdenza sempre più attiva è stata rinnovata nel corso del 2018 l’Assistenza Sanitaria integrativa offerta gratuitamente agli iscritti e ai pensionati in attività, ampliando le coperture e le prestazioni, con l’obiettivo di garantire al professionista un’assistenza costante sia durante il suo percorso lavorativo sia dopo la cessazione della professione.

Inoltre la Cassa sta portando avanti un’azione più incisiva e diffusa per il recupero dei crediti e sono state introdotte le seguenti nuove modalità di riscossione contributiva: la riscossione gentile, la riscossione alternativa pensionati tramite attività legale, la riscossione alternativa tramite società di recupero del credito e la riscossione alternativa tramite trattenuta del quinto.

Tutte le iniziative intraprese sono volte a rafforzare gli interventi amministrativi della Cassa e mirano al recupero sia di crediti iscritti a ruolo sia di morosità a fronte delle quali non è ancora stata emessa la cartella esattoriale promuovendo pertanto ulteriori piani di rateazione ancora più agevolati.