COMMISSIONE EDILIZIA COMUNE DI UDINE

Si dimettono quattro componenti, su sei, della Commissione Edilizia

25 luglio 2017
COMMISSIONE EDILIZIA COMUNE DI UDINE

di Elio Miani

Recenti prese di posizione dell'Amministrazione Comunale di Udine e, come ultimo caso, l'approvazione del progetto di recupero dell'Ex palazzo Upim nonostante il parere negativo della Commissione Edilizia hanno causato la dimissione di quattro su sei dei loro componenti e, per la precisione, degli architetti Simonetta Daffara e Giovanni Vragnaz, oltre che dell'ingegnere Claudio Donada e del geometra Gianni d'Aronco.
Gli Ordini ed i Collegi professionali della Provincia di Udine non potevano rimanere indifferenti, nel momento in cui i componenti nominati dall'Amministrazione Comunale, su segnalazione degli stessi, prendevano una posizione estremamente chiara, ancorché di rottura, in merito ad un argomento così delicato ed importante per la città di Udine in quanto va ad interessare un edificio collocato nel centro storico della capitale del Friuli.
Da molti decenni, ancor prima del terremoto del 1976, superando illogiche posizioni protezionistiche, gli Ordini ed i Collegi delle professioni tecniche della Provincia di Udine, hanno sempre dialogato fra loro e condiviso molte posizioni in una ottica di collaborazione e di offrire costruttive proposte operative con le varie Amministrazioni (Comuni, Provincia, Regione).
In quest'ottica si riporta di seguito il testo della lettera che i Presidenti degli ordini degli Architetti (Bernardino Pittino) e degli Ingegneri (Stefano Guatti), unitamente al Collegio dei Geometri (Elio Miani) e dei Periti Industriali (Sergio Comisso) hanno inviato al Sindaco del Comune di Udine.

"In merito agli avvenimenti relativi alla Commissione edilizia di Comune di Udine che si sono succeduti in questo periodo ed in particolare in merito alla presa di posizione dei suoi componenti nominati su segnalazione dei rispettivi ordini e collegi professionali, riteniamo doveroso esprimere alcuni pensieri.
La Commissione edilizia, una volta commissione dell’ornato, è da sempre stata da noi ritenuta fondamentale per la salvaguardia della corretta gestione delle trasformazioni della città.
Il suo ruolo risulta infatti sostanziale come consulenza all’amministrazione, come momento di confronto con gli organi decisionali e con i progettisti “sugli aspetti formali, compositivi e architettonici” riguardo alle modifiche del contesto urbano e del territorio.
A fronte di molte amministrazioni comunali che, venuto meno l’obbligo, hanno stabilito di non costituire una commissione edilizia vedendola come un appesantimento ed un freno alle attività, il Comune di Udine ha viceversa ritenuto di rinforzarne il ruolo, pur nella non cogenza dei suoi pareri, soprattutto per l’esame degli interventi su temi, parti della città o su edifici particolarmente importanti e sensibili.
Ovviamente questo a suo tempo era stato un segnale molto forte che l’Amministrazione aveva voluto dare nei confronti della ricerca della qualità architettonica sul suo territorio.
Questo significava una notevole fiducia data ai rappresentanti delle categorie professionali delegati a far parte della Commissione ed una grande responsabilità per gli stessi e per gli ordini, i collegi e le associazioni che li avevano segnalati.
Nell’interesse della qualità architettonica della nostra città, obiettivo che avevano come mandato, i nostri rappresentanti hanno sempre agito con capacità, professionalità ed estremo rigore.
Ora si parla di progetti importanti non presentati o portati tardivamente in Commissione, di pareri della Commissione disattesi, di due pesi e due misure adottati, di un rigore su progetti “correnti” che non veniva usato per gli interventi fondamentali per la modificazione di Udine, di pareri delegati alla Soprintendenza, in positivo o negativo, a condizionare le scelte su rilevanti temi della città in cui quel parere era un punto di vista ma non l’unico punto di vista e forse non il più rilevante da cui affrontare il problema.
In sostanza tutto questo si è tradotto nella sottrazione e quindi nella perdita di un ruolo da parte della Commissione e di caduta del suo rapporto fiduciario con l’Amministrazione.
Questo fatto, che riteniamo estremamente grave, ci porta a richiedere all’Amministrazione un chiarimento ed una presa di posizione in merito al ruolo che intende attribuire nel prossimo futuro alla Commissione Edilizia e se intende garantirne la fondamentale funzione prevista nel vigente Regolamento Edilizio.
Si richiede anche di rendere fattiva e funzionale, soprattutto nei progetti più complessi, la Conferenza di servizi che, mettendo attorno ad un unico tavolo tutti gli organi decisionali, oltre a snellire ed accelerare le procedure, può attivare un confronto diretto ed immediato volto far condividere e coordinare i pareri e ad evitare le problematiche all’oggi evidenziate."