BILANCIO PREVISIONE 2017

9 febbraio 2017
BILANCIO PREVISIONE 2017

di Alessio Scian

Referente FVG

 

E’ stato approvato dal Comitato dei Delegati il bilancio di previsione 2017 che presenta un risultato economico positivo di 18,6 milioni di euro. La gestione previdenziale (contributi e prestazioni) presenta un saldo attivo di 31,3 milioni di euro e un rapporto tra i contributi complessivi (al netto delle contribuzioni di maternità) e la spesa complessiva per pensioni pari a 1,070.

Nello specifico il saldo di 541,9 milioni è determinato dal gettito contributivo di competenza stimato in 538,8 milioni, al quale vanno aggiunte le previste entrate accessorie per 36,6 milioni e detratti i rimborsi, le rettifiche e i trasferimenti contributivi, valutati in complessivi 33,4 milioni.

Il gettito contributivo complessivo a titolo di autoliquidazione del soggettivo e dell’integrativo presenta un incremento di circa il 5,5% rispetto al precedente esercizio.

Precisamente, il gettito derivante dalle autoliquidazioni del contributo soggettivo risente di effetti contrapposti: da un lato l’incremento dell’aliquota contributiva passata dal 14% al 15% e l’ipotizzato incremento dei redditi che spingono verso l’alto tale gettito, dall’altro l’incremento del minimo (con conseguente assorbimento da parte del gettito dei minimi) che ha un effetto riduttivo rispetto al gettito del precedente esercizio.

Per quanto attiene al gettito derivante dalle autoliquidazioni dell’integrativo esso si determina applicando la percentuale prevista (5%) sul volume d’affari a cui va decurtato il contributo minimo dell’esercizio precedente. Il relativo gettito per l’anno 2017 sconta l’effetto del maggior contributo minimo 2016 rispetto all’anno 2015.

Gli altri contributi comprendono il gettito da contributo di maternità, le ricongiunzioni, i riscatti e le riserve matematiche.  La flessione rispetto al precedente esercizio, per circa 8 milioni, si motiva essenzialmente con la circostanza che la stima delle previsioni aggiornate 2016 è comprensiva delle inadempienze relative alla “verifica finanza” per periodi pregressi (anno d’imposta 2013) e degli importi pregressi connessi all’ “attività di vigilanza”, conseguente al controllo con l’Agenzia delle Entrate finalizzato al contrasto dell’evasione contributiva degli iscritti all’albo che esercitano l’attività professionale pur non essendo iscritti alla Cassa.

Per quanto attiene al contributo di maternità il contributo capitario per l’anno 2017 passa da 17 euro a 8 euro, in attesa di conferma da parte degli Organi competenti.

La valutazione dell’onere delle prestazioni presenta nella sua globalità, rispetto al corrispondente dato aggiornato dell’esercizio precedente, un aumento di 20,5 milioni riconducibile essenzialmente all’incremento delle erogazioni pensionistiche che passa da 492,2 milioni a 512,7 milioni di euro.

Le previsioni delle prestazioni pensionistiche in esame sono state formulate considerando il blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori ad euro 35.000 lordi annuali in ottemperanza alle modifiche regolamentari disposte in ossequio al dettato normativo dell’art 24 comma 24 del DL 201/2011 (art. 34 c. 8 regolamento di previdenza). Anche per le altre pensioni non è stata effettuata alcuna rivalutazione dei trattamenti in quanto l’indice per l’anno 2017 è pari a 0,0%.

Il grafico seguente illustra l’andamento dei contributi complessivi (al netto delle contribuzioni di maternità) raffrontato con l’andamento della spesa complessiva per pensioni nel periodo 2007-2017:

(in milioni di euro)

 

Dal grafico si rileva che le due curve presentano un andamento crescente pressoché parallelo, anche se non perfettamente allineato fino all’anno 2009, mentre nel successivo periodo tendono ad avere un andamento convergente verso la parità.

Per quanto riguarda il comparto degli impieghi patrimoniali si evidenzia l’importo di 3,7 milioni di euro, determinato dal presunto risultato della gestione immobiliare (1,3 milioni) e da quello della gestione degli impieghi mobiliari e finanziari (2,4 milioni).

Gli impieghi patrimoniali previsti per il 2017 trovano considerazione nell’apposito piano annuale di investimento che è stato elaborato sulla base delle linee strategiche di investimento, definite secondo criteri di ripartizione del rischio nella scelta degli investimenti atti a realizzare, nell’ambito di una gestione del patrimonio integrata e non indipendente rispetto alla gestione previdenziale, il contemperamento delle esigenze di redditività e di contenimento del rischio dell’investimento, a tutela dell’integrità del patrimonio dell’Ente che costituisce garanzia per la sostenibilità delle prestazioni. L’asset allocation strategica, si rammenta, è costituita dal 35% di immobili, dal 23% di azioni, dal 25% monetario e 17% obbligazioni

A causa dei ripetuti deflussi di cassa l’incidenza del patrimonio illiquido sul patrimonio complessivo è risultata superiore a quanto previsto dall’asset allocation strategica. Già nei precedenti esercizi si dava conto del processo di ridimensionamento degli investimenti immobiliari per perseguire l’obiettivo programmato con la definizione dell’asset allocation strategica e nel contempo l’obiettivo di generare cassa.

A tal fine la Cassa ha concordato con il Fondo immobiliare FPEP una ricapitalizzazione dello stesso per step funzionali mediante equity per cassa per fare fronte alla prevista riqualificazione degli immobili vetusti in vista della loro dismissione; è stato inoltre previsto il conferimento di quasi l’intero patrimonio della Cipag, attualmente in gestione diretta, nel biennio 2017-2018 di cui una parte da riqualificare e successivamente dismettere e distribuzioni di cassa da parte del Fondo alla Cipag .

I costi di amministrazione ammontano nelle previsioni 2017 a complessivi 21 milioni e si riferiscono alle spese per gli Organi dell’Ente (3,8 milioni) determinati con l’ulteriore proroga della riduzione del 15% dei compensi unitari, ai costi per il personale (9,9 milioni), alle spese per l’acquisto di beni di consumo, servizi e oneri diversi (6,1 milioni) e agli ammortamenti di beni strumentali (1,1 milioni).

Infine gli oneri per la riscossione dei contributi e l’erogazione delle prestazioni, stimati nel complesso in circa 2,5 milioni, costituiscono spese specifiche della gestione previdenziale; essi sono infatti rappresentati per 1,3 milioni dalle spese e competenze connesse con la riscossione dei contributi (Concessionari, Istituti di credito e Agenzia delle Entrate), per 1 milione dagli oneri per i servizi decentrati e per 200 mila euro dalle spese per accertamenti sanitari per il riconoscimento del diritto alle prestazioni.